Il Ceo di Lenovo, Yang Yuanqing, ha confermato al Wall Street Journal che il loro tablet Le Pad verrà lanciato, soprattutto in Cina, nei primi mesi del 2011. Inizialmente sembrava che il tablet dovesse uscire alla fine del 2010 ma i responsabili Lenovo stanno aspettando una versione del software Android più adatta ai tablet. Del resto anche Hugo Barra di Google aveva detto, come abbiamo riportato, che Android 2.2 Froyo, non era la versione più adatta per i tablet ed anche i responsabili di LG, hanno comunicato che preferiscono rimandare, il lancio del loro tablet. Invece, come sappiamo, la Samsung ha utilizzato la versione di Android, così com'è, e per questo è stato criticato dal Ceo di Nvidia come abbiamo scritto qui, facendo uscire il suo tablet da sette pollici con T mobile e Verizon come carrier.
Tornando a Lenovo, i responsabili della società hanno annunciato un programma di investimenti di oltre 15,1 milioni dollari, per supportare gli sviluppatori di applicazioni e di servizi legati al mobile al fine di creare uno store di apps legate a Le Pad ed aveva anche detto che si aspetta, da qui a cinque anni, che i servizi internet mobili incrementino le sue entrate del 10-20%. Inoltre, come è riportato nell'intervista, Lenovo, che è il quarto produttore di PC al mondo, vuole puntare a divenire il leader nel mercato rivolgendosi soprattutto ai paesi emergenti e molto probabilmente, in futuro, sceglierà il sistema operativo di Google,Chrome OS, per i suoi PC:
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venerdì 12 novembre 2010
lunedì 27 settembre 2010
Il PC diverrà come lo smartphone?
In base a quanto espresso questa settimana dall'amministratore delegato Jen-Hsun Huang, Nvidia sta puntando buona parte del suo futuro, su chip basati sul design ARM. Del resto secondo l'amministratore ARM rappresenta la più rapida crescita riguardo ai processori nel mondo attuale ed è chiaro che il mobile computing sta divenendo una forza prorompente.
In ogni caso i dispositivi basati su ARM sono innumerevoli, come l'iPhone di Apple e iPad, Motorola Droid, RIM Blackberry. Lo smartphone è sempre secondo l'amministratore, il primo computer che è dotato di i tutti i tipi di sensori, telecamere, microfoni, GPS e accelerometri, forse, in un futuro potrà anche essere cosciente. Quindi l'idea di Huang per il futuro è quella di un dispositivo, con una CPU multicore, che si possa connettere senza fili ad altri accessori anche più grandi o ad periferiche e possa essere portato comodamente nella borsetta od in tasca. Certo l'ammininistratore pensa anche a pubblicizzare Tegra sempre d'Nvidia.
Ma Intel non è d'accordo con una visione del mondo smartphone basata su ARM, anzi l'amministratore delegato Paul Otellini, ad una conferenza Intel, ha chiarito che non intendono affatto abbandonare il mondo degli smartphone ed anzi usciranno nel 2011 una coppia di telefoni. Inoltre, con l'acquisto di Infineon, Intel ha fatto passi in avanti nel wireless e sta, anche, sviluppando la piattaforma Meego che ben si adatta a dispositivi di piccole dimensioni. L'idea di Intel è quella di abbinare i chip atom alla tecnologia 4G di Infineneon ed offrire cosi una completa soluzione per chip smartphone.
Certo il futuro di Nvidia, Texas Instruments, Qualcomm, Samsung, Apple, e altri soggetti ARM sarà da dividere nel campo smartphone, sicuramente con Intel.
In ogni caso i dispositivi basati su ARM sono innumerevoli, come l'iPhone di Apple e iPad, Motorola Droid, RIM Blackberry. Lo smartphone è sempre secondo l'amministratore, il primo computer che è dotato di i tutti i tipi di sensori, telecamere, microfoni, GPS e accelerometri, forse, in un futuro potrà anche essere cosciente. Quindi l'idea di Huang per il futuro è quella di un dispositivo, con una CPU multicore, che si possa connettere senza fili ad altri accessori anche più grandi o ad periferiche e possa essere portato comodamente nella borsetta od in tasca. Certo l'ammininistratore pensa anche a pubblicizzare Tegra sempre d'Nvidia.
Ma Intel non è d'accordo con una visione del mondo smartphone basata su ARM, anzi l'amministratore delegato Paul Otellini, ad una conferenza Intel, ha chiarito che non intendono affatto abbandonare il mondo degli smartphone ed anzi usciranno nel 2011 una coppia di telefoni. Inoltre, con l'acquisto di Infineon, Intel ha fatto passi in avanti nel wireless e sta, anche, sviluppando la piattaforma Meego che ben si adatta a dispositivi di piccole dimensioni. L'idea di Intel è quella di abbinare i chip atom alla tecnologia 4G di Infineneon ed offrire cosi una completa soluzione per chip smartphone.
Certo il futuro di Nvidia, Texas Instruments, Qualcomm, Samsung, Apple, e altri soggetti ARM sarà da dividere nel campo smartphone, sicuramente con Intel.
lunedì 28 giugno 2010
mSpot: dalla nuvola al computer o ad un Android
mSpot passa dalla versione beta privata a quella pubblica a tutti ed un servizio che promette libero ed illimitato streaming dalla nuvola al computer od a un dispositivo mobile. mSpot offre il modo migliore per poter ascoltare tutta la propria musica sul telefonino (per ora Android), PC o MAC.
Per poterlo adoperare bisogna istallare un software, che permette di scegliere quale album o cartelle si desidera sincronizzare con il market mSpot, oppure si può utilizzare un album windows media player od Itunes.
Mspot dichiara di funzionare con internet explorer, firefox, chrome e safari e gli utenti con Android 2,1 o superiore possono scaricare un'app.
Chi l'ha provato anche su Android è rimasto soddisfatto per l'interfaccia del player semplice ed intuitiva e per la possibilità di poter accedere alla propria libreria con più dispositivi, nello stesso tempo.
L'app mobile può trasmettere la musica su EDGE e 3G e usando quest'ultimo sistema la musica in streaming si è avviata in circa 7 secondi.
Per il flusso non c'è problema, però MSpot consente uno storage gratuito di 2GB, dopo di che si possono ottenere da 10 ai 100 GB, pagando dai 2,99 dollari fino ai 13,99 dollari, al mese, in base al piano tariffario che si sceglie.
Comunque potrebbero anche bastare i 2GB perchè Mspot comprime le tracce audio al formato standard, deciso dalla società AAC, 48 kbps.
Ci sono alcune cose chiaramente da perfezionare, ad esempio riguardo al caricamento che non si può fare da ogni luogo ma indubbiamente, essendo free è qualcosa che potrebbe essere piacevole provare.
Per poterlo adoperare bisogna istallare un software, che permette di scegliere quale album o cartelle si desidera sincronizzare con il market mSpot, oppure si può utilizzare un album windows media player od Itunes.
Mspot dichiara di funzionare con internet explorer, firefox, chrome e safari e gli utenti con Android 2,1 o superiore possono scaricare un'app.
Chi l'ha provato anche su Android è rimasto soddisfatto per l'interfaccia del player semplice ed intuitiva e per la possibilità di poter accedere alla propria libreria con più dispositivi, nello stesso tempo.
L'app mobile può trasmettere la musica su EDGE e 3G e usando quest'ultimo sistema la musica in streaming si è avviata in circa 7 secondi.
Per il flusso non c'è problema, però MSpot consente uno storage gratuito di 2GB, dopo di che si possono ottenere da 10 ai 100 GB, pagando dai 2,99 dollari fino ai 13,99 dollari, al mese, in base al piano tariffario che si sceglie.
Comunque potrebbero anche bastare i 2GB perchè Mspot comprime le tracce audio al formato standard, deciso dalla società AAC, 48 kbps.
Ci sono alcune cose chiaramente da perfezionare, ad esempio riguardo al caricamento che non si può fare da ogni luogo ma indubbiamente, essendo free è qualcosa che potrebbe essere piacevole provare.
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