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venerdì 4 febbraio 2011

Sony: aggiunto rootkit al firmware PS3?

Da poco la Sony ha rilasciato un nuovo firmware il 3,56 per PS3 ed alcune persone su forum hanno accusato la società di aver aggiunto un rootkit a questo aggiornamento. Come tutti sappiamo il rootkit è qualcosa di malevolo, spesso associato ai malware e permette di spiare il computer, all'insaputa degli utenti.


 Secondo i giocatori, la Sony potrebbe in tal modo controllare i file di sistema o la ricerca di homebrew ma sempre secondo gli utenti, per ora la Sony non avrebbe utilizzato il sistema. La società ha smentito la presenza del rootkit e ha solo detto che al firmware era stata aggiunta una patch di sicurezza.

 Del resto non possiamo dimenticare la lunga vicenda di cui abbiamo parlato qui che ha visto la Sony chiedere un ordine restrittivo contro l'hacker George Hotz, conosciuto con il nome web di Geohotz che aveva lavorato sul firmware 3,55 della PS3 consentendo agli utenti di eseguire pacchetti personalizzati sulla consolle. Dopo una lunga battaglia legale, il giudice ha accolto il ricorso della Sony e la scorsa settimana ha concesso il provvedimento restrittivo contro Geohotz, colpevole di violazione del Digital Millenium Copyright Act. 

George Hotz ha sempre parlato di limitazione nell'interpretazione della legge in quanto se è legalmente possibile il jailbreaking di un cellulare perchè non deve esserlo quello di un altro dispositivo? Nei forum sembrano essere tutti d'accordo con lui e la frase ricorrente è quella di non scaricare ed istallare l'ultimo firmware della Sony. 

venerdì 17 settembre 2010

Violato il codice HDCP, Intel conferma

Durante la settimana è apparsa sul sito pastebin.com la chiave segreta per il codice HDCP, (High-Bandwidth Digital Content Protection ) per blue-ray, set top boxes, ecc,ossia il protocollo di protezione anti-pirateria e poi è arrivata anche la conferma da parte di Intel .



Tale codice è utilizzato per garantire che solo i dispositivi autorizzati possano leggere dischi contenenti video ed audio protetti dal copyright e quindi potrebbe essere possibile, entro breve tempo, vedere dispositivi che permettono di fare copie non autorizzate di film.


Tom Waldrop, di Intel, cerca di minimizzare il problema dicendo che non sarà facile fare dispositivi pirata in quanto la tecnologia è integrata nel chip.


Oltretutto sempre Tom Waldrop dice che per utilizzare questi codici in modo non autorizzato si dovrebbe utilizzare il silicio, cosa che è piuttosto difficile e costosa da fare.
 
Nel frattempo Intel sta cercando di capire chi ha postato il codice e come può averlo ottenuto .Indubbiamente si dovrebbe trattare di qualcuno che ha lavorato per qualche motivo sul codice o sulla sua integrazione nei chip. Intel ritiene che la tecnologia rimane efficace ed inoltre ci sono le leggi DMCA per intervenire su chi usasse tale codice impropriamente, anche sarà molto difficile riuscire a colpire il colpevole, residente non in USA, probabilmente.
 
Secondo altri esperti, la master key che è utilizzata per generare chiavi nei dispositivi di consumo per la crittografia dei dati e per verificare che i dispositivi hanno licenze HDCP, permette di trovare tutte le sotto-chiavi, mettendo quindi in crisi tutto il sistema DRM di protezione dei contenuti. Secondo infatti Paul Kocher, presidente del Cryptography Research. "E 'solo una questione di tempo prima che qualcuno produca un dispositivo che cattura contenuti ad alta definizione e permetta alle persone di riprodurre e registrare filmati a volontà”.