Secondo varie fonti nipponiche, Intel, Toshiba e Samsung avrebbero intenzione di cooperare nello sviluppare tecnologie, che potrebbero più che dimezzare la larghezza dei circuiti di memoria flash NAND, portandoli a quasi 10 nanometri entro il 2016. Queste società intendono costituire un consorzio ed invitare altre 10 imprese che operano nel campo dei semiconduttori o materiali correlati.
Intel utilizzerà tali tecnologie per per sviluppare più velocemente microprocessori, secondo il quotidiano Nikkei, mentre Toshiba e Samsung realizzeranno classi di chip di memorie Flash Nand da 10 nm ed altri chip. Un portavoce di Intel non ha però, almeno per ora, confermato le voci su questa partner-ship. Attualmente le memorie flash Nand sono sempre più usate anche in computer portatili di fascia alta come il MacBook Air e nei dispositivi portatili.
Per essere realmente competitive, però le memorie flash hanno bisogno di essere più dense, in modo di avere più capacità nello stesso spazio ed abbassare così i costi. La crescita del mercato degli smartphone farà crescere la domanda di memorie flash che dovrebbero passare dai 530 milioni di quest'anno agli oltre 9 miliardi nel 2013. Attualmente le aziende stanno producendo classi di chip, per memorie Flash Nand, da 20 nm.
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domenica 31 ottobre 2010
venerdì 17 settembre 2010
Violato il codice HDCP, Intel conferma
Durante la settimana è apparsa sul sito pastebin.com la chiave segreta per il codice HDCP, (High-Bandwidth Digital Content Protection ) per blue-ray, set top boxes, ecc,ossia il protocollo di protezione anti-pirateria e poi è arrivata anche la conferma da parte di Intel .
Tale codice è utilizzato per garantire che solo i dispositivi autorizzati possano leggere dischi contenenti video ed audio protetti dal copyright e quindi potrebbe essere possibile, entro breve tempo, vedere dispositivi che permettono di fare copie non autorizzate di film.
Tom Waldrop, di Intel, cerca di minimizzare il problema dicendo che non sarà facile fare dispositivi pirata in quanto la tecnologia è integrata nel chip.
Oltretutto sempre Tom Waldrop dice che per utilizzare questi codici in modo non autorizzato si dovrebbe utilizzare il silicio, cosa che è piuttosto difficile e costosa da fare.
Nel frattempo Intel sta cercando di capire chi ha postato il codice e come può averlo ottenuto .Indubbiamente si dovrebbe trattare di qualcuno che ha lavorato per qualche motivo sul codice o sulla sua integrazione nei chip. Intel ritiene che la tecnologia rimane efficace ed inoltre ci sono le leggi DMCA per intervenire su chi usasse tale codice impropriamente, anche sarà molto difficile riuscire a colpire il colpevole, residente non in USA, probabilmente.
Secondo altri esperti, la master key che è utilizzata per generare chiavi nei dispositivi di consumo per la crittografia dei dati e per verificare che i dispositivi hanno licenze HDCP, permette di trovare tutte le sotto-chiavi, mettendo quindi in crisi tutto il sistema DRM di protezione dei contenuti. Secondo infatti Paul Kocher, presidente del Cryptography Research. "E 'solo una questione di tempo prima che qualcuno produca un dispositivo che cattura contenuti ad alta definizione e permetta alle persone di riprodurre e registrare filmati a volontà”.
Tale codice è utilizzato per garantire che solo i dispositivi autorizzati possano leggere dischi contenenti video ed audio protetti dal copyright e quindi potrebbe essere possibile, entro breve tempo, vedere dispositivi che permettono di fare copie non autorizzate di film.
Tom Waldrop, di Intel, cerca di minimizzare il problema dicendo che non sarà facile fare dispositivi pirata in quanto la tecnologia è integrata nel chip.
Oltretutto sempre Tom Waldrop dice che per utilizzare questi codici in modo non autorizzato si dovrebbe utilizzare il silicio, cosa che è piuttosto difficile e costosa da fare.
Nel frattempo Intel sta cercando di capire chi ha postato il codice e come può averlo ottenuto .Indubbiamente si dovrebbe trattare di qualcuno che ha lavorato per qualche motivo sul codice o sulla sua integrazione nei chip. Intel ritiene che la tecnologia rimane efficace ed inoltre ci sono le leggi DMCA per intervenire su chi usasse tale codice impropriamente, anche sarà molto difficile riuscire a colpire il colpevole, residente non in USA, probabilmente.
Secondo altri esperti, la master key che è utilizzata per generare chiavi nei dispositivi di consumo per la crittografia dei dati e per verificare che i dispositivi hanno licenze HDCP, permette di trovare tutte le sotto-chiavi, mettendo quindi in crisi tutto il sistema DRM di protezione dei contenuti. Secondo infatti Paul Kocher, presidente del Cryptography Research. "E 'solo una questione di tempo prima che qualcuno produca un dispositivo che cattura contenuti ad alta definizione e permetta alle persone di riprodurre e registrare filmati a volontà”.
venerdì 20 agosto 2010
Accordo Intel McAfee per 7,68 miliardi di dollari
Sicuramente la più grande acquisizione finora fatta da Intel, i cui responsabili hanno dichiarato che le prestazioni e la connettività erano i pilastri su cui doveva concentrarsi un produttore di hardware ma attualmente si è aggiunto un terzo fattore importante, quello della sicurezza ed Intel intende coniugare tale settore con il suo hardware e spingersi maggiormente nel campo della telefonia mobile.
Come detto, in base all'accordo, Intel pagherà a McAfee 7,68 miliardi di dollari, ossia 48 dollari per ogni azione e la società anti-virus entrerà a far parte del gruppo Software e servizi di Intel.
Soprattutto, tale acquisizione sarà importante anche per le imprese sulla sicurezza nel mobile che avranno un ulteriore slancio, anche perchè la telefonia mobile è sempre più lanciata nel cloud in cui i dati vengono memorizzati su un server remoto, invece che su computer locali.
Secondo Tim Bajarin, presidente della società di analisi Creative Strategies., e come riporta Cnet, questo non significherà, certo, che i sistemi di sicurezza verranno cablati direttamente sul chip ma probabilmente ci saranno bridge nel core della CPU per elementi di sicurezza, come ci sono per schede grafiche aggiuntive o modem. Inoltre questo studio del problema sicurezza del computer, insieme hardware e software, potrebbe permettere di aggiungere un ulteriore livello di guardia ed un hacker, che in genere sfrutta una vulnerabilità del software dovrebbe riuscire a violare anche un codice hardware.
Come detto, in base all'accordo, Intel pagherà a McAfee 7,68 miliardi di dollari, ossia 48 dollari per ogni azione e la società anti-virus entrerà a far parte del gruppo Software e servizi di Intel.
Soprattutto, tale acquisizione sarà importante anche per le imprese sulla sicurezza nel mobile che avranno un ulteriore slancio, anche perchè la telefonia mobile è sempre più lanciata nel cloud in cui i dati vengono memorizzati su un server remoto, invece che su computer locali.
Secondo Tim Bajarin, presidente della società di analisi Creative Strategies., e come riporta Cnet, questo non significherà, certo, che i sistemi di sicurezza verranno cablati direttamente sul chip ma probabilmente ci saranno bridge nel core della CPU per elementi di sicurezza, come ci sono per schede grafiche aggiuntive o modem. Inoltre questo studio del problema sicurezza del computer, insieme hardware e software, potrebbe permettere di aggiungere un ulteriore livello di guardia ed un hacker, che in genere sfrutta una vulnerabilità del software dovrebbe riuscire a violare anche un codice hardware.
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