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sabato 5 marzo 2011

Microsoft lancia il sito IE6Countdown

La Microsoft vuol convincere sempre di più gli utenti ad abbandonare internet explorer 6 che ha ancora uno share mondiale del 12% e lo scopo del sito che ha lanciato IE6Countdown.Com, è proprio quello di portare gli utenti, soprattutto le aziende ad aggiornare il loro browser. 

Infatti fra l'altro, sul sito c'è scritto “ Dieci anni fa è nato un browser...è, ora, però, di dirgli addio”. L'obiettivo che la Microsoft si prefigge è di portare l'uso del browser a meno dell'1%, ci sono in effetti molti luoghi al mondo dove lo share è intorno al 5% e negli USA, secondo Net Application, lo share sarebbe intorno al 2,9%. Nel sito Web, aperto dalla Microsoft ci sono documentazioni riguardanti la necessità da parte delle aziende, soprattutto per ragioni di sicurezza di migrare verso un altro browser e banners che i webmaster possono inserire nei loro siti che avvertono gli utenti sulla necessità di aggiornare il loro browser, dove c'è scritto :
Warning: You are using an updated browser. For a faster,safer browsing experience, update for free today.

In realtà però, in Cina ed in altri paesi emergenti l'uso di intenet explorer 6 rimane alto. Infatti in Cina c'è uno share del 34,5 % mentre in Corea del Sud,India, Taiwan, Arabia Saudita e Vietnam, c'è ancora un tasso di utilizzo di IE 6, intorno al 10%. 

Speriamo realmente che presto anche gli utenti di questi paesi possano essere convinti dal sito della Microsoft a migrare verso un browser più aggiornato, in modo che possano essere evitate minacce alla sicurezza che potrebbero poi, coinvolgere tutti gli utenti di internet.  

mercoledì 6 ottobre 2010

Spammer di Facebook, confermato il risarcimento di 873 milioni dollari

Adam Guerbuez, non sembra preoccuparsi molto della sentenza contro di lui, anzi pensa di divenire famoso e scrivere un libro sulla sua vicenda di spammer più pesantemente multato degli Stati Uniti. Inoltre egli dice che, avendo dichiarato fallimento non pagherà nulla a Facebook.



La scorsa settimana, in ogni caso la Corte Superiore del Quebec ha confermato una sentenza del novembre 2008 negli USA, dove egli era stato riconosciuto colpevole di aver inviato oltre 4 milioni di email pornografiche, tramite Facebook. La Corte del Quebec ha riconosciuto come esecutiva la precedente sentenza USA ed ha vietato allo spammer l'uso di Facebook. Gli avvocati di Facebook hanno addotto prove che dimostrano come l'uomo abbia usato una botnet per accedere agli account degli utenti di Facebook senza autorizzazione.
 
Lo spammer quindi, potrebbe rischiare anche un procedimento penale, oltre quello civile.  I responsabili di Facebook hanno dichiarato che sono certi che la sentenza agirà da deterrente, contro coloro che intendono abusare di Facebook. Come detto, però, Guerbez che si fa chiamare l'uomo da 873 milioni di dollari, e rilascia interviste ai media non sembra molto spaventato dalla sentenza.

sabato 25 settembre 2010

Facebook, il giorno più nero in quattro anni

Molti utenti, durante la giornata di ieri hanno lamentato difficoltà nel collegarsi a Facebook e lo stesso sito ha ammesso di avere problemi di latenza con le sue API anche se non è stato chiarito cosa potesse provocare il disservizio.
 All'inizio il problema sembrava legato anche ad un guasto avuto da Qweist, uno dei suoi fornitori di banda, nell'Indiana ma poi Facebook ha spiegato cosa abbia provocato l'interruzione, definita dalla stessa società la peggiore in oltre quattro anni.

 Si tratta, invece,  di un problema creato dagli stessi operatori di Facebook e dovuto ad una modifica per automatizzare la correzione dei valori errati all'interno dei parametri configurati nella cache.

In tal modo ogni singolo client ha visto il valore non valido ed ha cercato di risolvere il problema. La risoluzione del problema prevedeva che venisse fatta una richiesta ad un cluster di database che è stato rapidamente sopraffatto da centinaia di migliaia di richieste al secondo. A peggiorare le cose la richiesta di fix è anch'essa interpretata come un errore e ciò ha voluto significare che anche dopo che il problema era stato fixato, il flusso delle query è continuato, creando un ciclo di feedback che non permetteva di recuperare il database. Veramente a questo punto gli operatori di Facebook si sono trovati in una situazione disperata per cui hanno deciso, che l'unica cosa da fare fosse spegnere il sito, in tal modo il database si era potuto riprendere e nello stesso tempo è stata fixata la causa che provocava il ciclo di feedback, e gli utenti hanno potuto ricominciare ad accedere normalmente al sito.

La direzione di  Facebook si è scusata con i suoi utenti ed ha promesso di gestire le cose in modo di non arrivare a situazioni disperate, in futuro.

giovedì 23 settembre 2010

Pubblicità di Zone Alarm simile ai falsi antimalware

Zone Alarm ha inviato negli ultimi giorni, un avviso ai propri utenti, dicendo che essi non sono protetti contro un malware. L'avvertimento, chiamato “Global virus allert”mostra una scritta in rosso brillante che dichiara che “il tuo PC potrebbe essere in pericolo” inoltre la grafica è anche peggiore di quella dei falsi software antivirus.



Questo avviso in effetti è un tentativo di marketing molto maldestro e gli utenti hanno inondato il forum di reclami e molti hanno disistallato il software. Indubbiamente i veri anti-virus non dovrebbero mai usare le stesse tattiche usate da hacker o da falsi software anti-virus altrimenti gli utenti non saprebbero più capire se si tratta di un vero o falso messaggio. I responsabili si sono scusati, dicendo che, dopo aver ascoltato i feedback degli utenti hanno capito che il loro messaggio era stato male interpretato e hanno aggiunto che non volevano portare gli utenti a credere di aver un virus sul loro computer.

mercoledì 15 settembre 2010

Google licenzia dipendente per violazione della privacy

Google avrebbe confermato di aver licenziato un dipendente all'inizio di quest'anno perchè accedeva agli account di utenti. Si tratta di David Barksdale, di Seattle,sul quale Google è intervenuto in seguito a lamentele di genitori e bambini e anche se non vengono confermate accuse di tipo sessuale permangono quelle di violazione della privacy.

 Già un precedente episodio del genere era avvenuto anche se non erano coinvolti minori di anni 18. Questo fatto ha comunque, fatto sorgere molte perplessità su come Google possa controllare persone non proprio oneste e che possono abusare della loro posizione. I responsabili di Google hanno comunque chiarito che stanno aumentando i controlli di sicurezza ed anche la quantità di tempo impiegata a revisionare i log per essere certi che tali controlli siano efficaci.