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venerdì 4 febbraio 2011

Recuperare dati dall' IPAD può costare anche 1000 dollari

Una società, la DriveSavers ha annunciato al MacWorld 2011 di essere in grado di offrire servizio di recupero dati per IPAD. 

Chiaramente è molto difficile riuscire a lavorare con dischi a stato solido come quelli dell'ipad, quindi il prezzo del servizio è alto, intorno ai 1000 dollari.
 Nessun cliente, certamente spenderebbe così tanto per delle fotografie ma ci potrebbero essere dati commerciali che potrebbero valere una simile cifra. Nel'ipad poi, ci sono più livelli di chip NAND flash impilati uno sull'altro ed ognuno di questi livelli deve essere analizzato separatamente e i dati provenienti da ogni strato debbono essere rimiscelati fra loro per ricreare il volume memorizzato. 
Inoltre sia l'iphone che l'ipad hanno chip A4 con diversi livelli di crittografia. In genere i clienti richiedono i servizi della ditta per quello che riguarda l'iphone ma appunto, il fatto che l'ipad sia sempre più utilizzato da politici ed industriali, ha spinto la ditta a sponsorizzare i suoi servizi di recupero dati anche per l'ipad.

mercoledì 29 dicembre 2010

Mozilla: a rischio data-base vecchi utenti

Mozilla ha informato di aver disattivato oltre 44.000 account di vecchi utenti per il suo sito di estensioni dopo che un ricercatore ha trovato parte del database degli account disponibile su un server. Secondo Mozilla il database non è finito in luoghi pericolosi ma sono lo stesso per precauzione avvertiti gli utenti via email.

 Gli utenti attuali non corrono pericoli anche perchè ora Mozilla utilizza per la crittografia della password il sistema algoritmo SHA-512, invece dell'obsoleto algoritmo MD5. La paura maggiore è che in genere la gente utilizza la stessa password su più siti e gli hacker possono quindi tramite il nome utente e la password entrare dove vogliono. Ormai, secondo i ricercatori di sicurezza c'è l'assoluta necessità di utilizzare una password univoca per ogni account. 

lunedì 9 agosto 2010

RIM cede alle pressioni del governo dell'Arabia Saudita

Come ormai riportano, tutti i media, l'associated Press sabato, ha riportato la notizia che RIM avrebbe ceduto alle pressioni dell'Arabia Saudita ed accettato di permettere al governo di accedere ai messaggi degli utenti.



Sembrerebbe che sia stato raggiunto l'accordo riguardo alla istallazione di un server Blackberry all'interno del paese che permetterebbe ai sauditi di monitorare i dati.


La vicenda era iniziata quando il governo Saudita aveva annunciato che avrebbe fatto pressioni sui tre operatori telefonici maggiori del paese, affinchè da venerdi bloccassero il Blackberry se non si raggiungeva nel frattempo un accordo con RIM.


Questo, perchè il Blackberry che dispone di sistema di crittografia dei messaggi più efficaci degli altri smartphone, a difesa della privacy, poteva essere usato dai terroristi per evitare il rilevamento.


Il governo degli Stati Uniti avrebbe riconosciuto che c'era la possibilità di un pericolo di questo genere ma altresì, aveva espresso perplessità riguardo al danno, che questo controllo delle comunicazioni, poteva arrecare alla libertà di parola.


Comunque hanno espresso l'intenzione di bloccare il Blackberry anche altre nazioni, fra cui Gli Emirati Arabi, il Libano, l'Algeria e l'India. Nell'Aurabia Saudita ci sono oltre 700.000 utenti Blackberry RIM.


RIM, oltre ad usare un efficiente sistema di crittografia, smista il traffico e-mail tramite la propria rete di server, molti dislocati in Canada, quindi ciò rende più difficile per i singoli paesi sfruttare server per leggere le e-mail.


Secondo vari analisti, ora l'immissione di un server RIM nel paese, fornirebbe al governo saudita, la chiave di lettura per accedere a tutte le e-mail.