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venerdì 31 dicembre 2010

Donna cita la Microsoft per il downgrade ad XP

Una donna, Emma Alvarado ha citato la Microsoft per pratiche commerciali scorrette, in quanto impone ai clienti di acquistare una copia di Vista o di Windows 7 se vogliono fare il downgrade ad XP. La donna ha anche chiesto al giudice di concederle la class-action, nel caso ci fossero altri utenti che vogliono unirsi ad essa nel procedimento.

 La signora Alvarado aveva citato già la Microsoft nel 2009 con l'accusa di vendere nei computer versioni pre-istallate di Windows Vista e far pagare agli utenti l'eventuale downgrade ad XP. Il caso venne però, respinto in quanto secondo il giudice, l'Alvarado non aveva dimostrato che la Microsoft traesse beneficio dalle pratiche di downgrade.
Ora la Microsoft permette il downgrade agli utenti con Windows Vista Ultimate, Windows 7 Professional e Windows 7 Ultimate. Chi sul computer ha quindi Windows 7 home è costretto quindi a compiere l'aggiornamento ad una delle versioni dette prima, altrimenti non può eseguire il downgrade costringendo, secondo l'Alvarado, il consumatore a sostenere una spesa inutile che così viene ad avere due licenze per lo stesso PC e creando reddito per la Microsoft. 

Inoltre i prezzi di Windows 7 Professional ed Ultimate sono circa di 80 e 100 dollari superiori a quelli di Windows 7 home premium. Infine da ottobre, la Microsoft ha detto ai produttori di PC di non offrire più XP sui loro computer. 

Se si vuole quindi eseguire il downgrade, i consumatori possono farlo solo utilizzando una loro copia di XP professional. La Microsoft non ha rilasciato commenti su questa causa, molto simile all'altra, sempre intentata dalla donna, che chiede un risarcimento tre volte superiore a quello effettivo per i costi aggiuntivi avuti dagli utenti per il downgrade. 

giovedì 11 novembre 2010

Microsoft cita Motorola per richieste su base non ragionevole

Ancora una citazione, sempre per problemi di brevetti e licenze, questa volta la Microsoft ha citato Motorola presso la Corte Distrettuale di Washington, dicendo che Motorola sta chiedendo troppi soldi per diritti relativi alla decodifica video ed alla tecnologia WLAN, presenti nell'xbox, in Windows phone 7 e Windows 7. Motorola in base agli accordi IEEE ed ITU avrebbe promesso di concedere i suoi diritti sulla tecnologia WLAN e su quella relativa ai video H264 su base ragionevole e non discriminatoria, secondo quanto riporta la citazione della Microsoft ed invece sta chiedendo il pagamento di canoni del tutto spropositati.

 Motorola, in un comunicato, fa invece sapere che essi hanno lavorato con la Microsoft per raggiungere un accordo, che avrebbe permesso alla casa di Richmond di utilizzare i brevetti di Motorola ma, nonostante l'equa offerta di Motorola, la Microsoft non ha voluto stipulare il contratto di licenza.

Secondo la Microsoft invece i diritti di Motorola non sarebbero neanche essenziali per poter utilizzare il Wlan e la tecnologia video H264 ed inoltre le royality non dovrebbero essere calcolate sul prezzo del prodotto finito, ad esempio l'xbox ma su quello dei chip e componenti che forniscono connettività wireless alla consolle.



Insomma già in passato la Microsoft aveva citato Motorola per violazione di alcuni suoi diritti per quello che riguardava telefoni con sistema operativo Android, ormai fra le due società è proprio guerra aperta.

giovedì 7 ottobre 2010

Motorola cita Apple per la violazione di 18 brevetti

Sempre più complessa la vicenda licenze smartphone, dopo che la Microsoft ha citato Motorola per la violazione di alcuni brevetti nei suoi dispositivi Android ora la Mobility di Motorola, cita Apple con quattro denunce che riguardano nel complesso 18 brevetti che coprirebbero un'infinità di applicazioni, come 3G,GPRS, le tecnologie 802.11, la progettazione d'antenne, il rivelamento dei dispositivi, la sincronizzazione ed altro ancora. Le denunce sono state presentate nei tribunali federali dell'Illinois del Nord che della Florida. Nelle citazioni è stato anche richiesto all' International Trade Commission di bloccare il marketing,la vendita e l'importazione di iPhone, iPad, iPod Touch, e di certi altri prodotti MAC, in quanto in ogni caso tutto l'hardware su cui sono basati l'IOS, il MobileMe e l'Apple Store viola le sue licenze brevettate.



Secondo Mobility erano state iniziate delle trattative con Apple per la vendita delle licenze ma poi sono fallite e la società spera con queste denunce di bloccare la violazione reiterata da parte dell'Apple, così avrebbe dichiarato Kirk Dailey, vice presidente di Mobility.


Ricordiamo che questo è l'ultimo atto di tutta una serie di denunce che hanno visto l'Apple citare l'HTC, Oracle denunciare Google Android, Microsoft Motorola, come abbiamo detto e da pochi giorni Mirror Worlds ha vinto una causa per la violazione di tre brevetti Apple, dove quest'ultima è stata condannata a pagare oltre 600 milioni di dollari.

martedì 5 ottobre 2010

Microsoft cita Motorola per brevetti Android

La Microsoft ha citato Motorola, colpevole, secondo l'azienda di aver violato con i suoi telefoni, basati su Android, nove brevetti riguardanti punti chiave negli smartphone tipo la sincronizzazione di e-mail, calendari e contatti, la pianificazione di riunioni, e la notificazione alle applicazioni dei cambiamenti nella forza del segnale e la potenza della batteria.



In effetti la Microsoft prepara il lancio di Windows Phone 7, facendo ancora più capire, quello di cui si è già parlato,  ossia che è rischioso per le industrie produttrici di smartphone ricorrere ad Android, anche perchè poi in caso di contenzioso, Google fornisce solo un sostegno morale, piuttosto è meglio,secondo la Microsoft, ricorrere a piattaforme a pagamento.
Microsoft fa in particolare i nomi di due dispositivi in cui sarebbero stati violati questi brevetti, il droide 2 e lo charm ma dice anche che sono solo un esempio. Già l'Apple quest'anno ha intentato causa contro HTC sempre per Android e la stessa HTC ha preferito pagare le licenze alla Microsoft piuttosto che trovarsi con due fronti aperti. La Microsoft, cita spesso questo avvenimento, per insistere sul fatto che il sistema operativo Android non è gratuito, alla fine, per le industrie produttrici.