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domenica 24 ottobre 2010

Emittenti televisive bloccano Google TV

Abbiamo spesso parlato della rivoluzione che rappresenta Google TV ossia una piattaforma che unisce la programmazione TV ed il web, in un tutto unico, senza soluzione di continuità. Ora però, molte emittenti hanno iniziato a bloccare l'accesso a Google TV, il motivo è sempre economico, Google guadagna, riempendo di pubblicità i contenuti e le emittenti vogliono la loro fetta di torta.



Le reti inoltre hanno paura che Google distrugga troppo in fretta il modello di sottoscrizione via cavo ed Hulu addebita 9,99 dollari per accedere al servizio da altri dispositivi, come uno schermo televisivo od uno smartphone, anche si rumoreggia che la cifra potrebbe scendere intorno ai cinque dollari. Come riporta inoltre il Wall Street Journal ABC, CBS e NBC, stanno impedendo che la programmazione TV sul proprio sito web, sia visibile sul nuovo servizio Web-TV di Google.


Un portavoce di Google ha commentato il fatto, dicendo che Google TV consente agli utenti di accedere ai contenuti che già arrivano sul PC od il cellulare degli utenti ma, in ultima analisi, spetta ai proprietari dei diritti scegliere quali contenuti vogliono che siano disponibili attraverso la piattaforma. Infatti mentre alcune società fin dall'inizio, si erano dichiarate disposte a lavorare in collaborazione con Google TV, altre si erano appunto, come le tre che abbiamo nominato sopra, riservato il diritto di bloccare i loro contenuti.


Alcune società, inoltre tra cui Disney e NBC, hanno mostrato anche preoccupazione per la presenza in Google di siti web che offrono contenuti piratati e vorrebbero che venisse applicato un filtro preventivo alla ricerca di Google TV. Google ha però rassicurato che la ricerca di Google TV è ottimizzata per promuovere contenuti legali di programmi televisivi ed altri file video nei siti web.
 
Inoltre, sempre i responsabili di Google hanno detto che le emittenti possono far richiesta a Google che cancellerà i risultati non autorizzati da Google TV, come avviene nel tradizionale motore di ricerca sul web. Insomma la situazione è dibattuta e come detto ABC, CBS e NBC ed anche Hulu, sembrano quanto mai intenzionati a continuare a bloccare i loro contenuti su Google TV.

domenica 26 settembre 2010

Apple TV sempre più offerte in streaming a 99 cent

Avevamo parlato da poco di Google TV ma anche Apple che ha lanciato Apple TV non si ferma.



Già Disney, ABC e Fox sono disponibili nello store Itunes con il servizio di noleggio a 99 cent ad episodio. Molti dirigenti hanno espresso perplessità su questo prezzo. Alcune di queste aziende, però, disposte a fornire i loro contenuti tramite istant streaming di Netflix, i cui abbonati pagano 8,99 dolari al mese per accedere alla completa libreria di streaming


Come detto, l'offerta di noleggio di Apple degli episodi TV a 99 centesimi è stata criticata da molti dirigenti dei media, perchè tale prezzo è troppo basso e non può funzionare per essi, come ha detto un esponente di Viacom. Anche Jeff Zucker della NBC ha criticato il prezzo di 99 cent, che svaluta il contenuto.


Il problema è sempre lo stesso, già più volte espresso anche per quanto riguarda la musica, quando si tratta di lanciare nuovi modelli di business in linea con le nuove tecnologie, le major si tirano indietro. Dice invece, giustamente, un responsabile Disney che cinque anni fa l'azienda ha capito che era molto meglio trattare accordi con le industrie tecnologiche piuttosto che combatterle. Del resto il numero di abbonati alla televisione via cavo è in calo mostruoso quindi i tempi sono più che maturi per altri tipi di offerte. In ogni caso NBC / Universal e Netflix hanno forgiato un contratto di tre anni per portare più materiale su Netflix e quindi gli utenti di Apple TV saranno comunque in grado di accedere ai contenuti, dal momento che è compreso lo streaming su Netflix.

martedì 17 agosto 2010

Anche i siti Disney spiano i bambini

In base ad una querela, presentata presso la corte distrettuale, della California alcuni siti web, tra cui quelli di proprietà di Disney, Warner Bros, Records e Demand Media avrebbero infranto la legge, spiando i loro utenti, compresi i bambini.



In base alla querela presentata martedi da alcuni genitori in nome dei loro minori,sarebbe al centro degli illeciti la società Clearspring Technologies, una società di software che crea widget e offre un modo di pubblicare gli annunci via widget.


Sempre secondo i querelanti i siti web tra cui Disney, sono affiliati ai cookie flash di Clearspring che tramite dispositivi di tracciamento on line, potevano avere accesso e poi divulgare le attività on line degli utenti di internet. Inoltre, gli utenti anche se si volevano liberare da questi cookies zombies, non potevano.


Una simile accusa era stata presentata, circa un mese fa contro una società simile la Clearspring Quantcast, ed anche contro i clienti di tale società, fra cui ABC e NBC.


Comunque, il discorso della privacy e della sua, sempre maggiore violazione infuria sui media, ad esempio il Wall Street Journal ha pubblicato una statistica che rivela come le imprese a più rapida crescita siano quelle che attuano spionaggio degli utenti. Inoltre anche Google e Facebook sono state, spesso, accusate di violazione della privacy.


In ogni caso, già un anno fa, era stato dichiarato da esperti che oltre la metà dei siti web, utilizzava la tecnologia Flash di Adobe per raccogliere informazioni sui loro utenti, a loro insaputa.