Questo successo dell'applicazione Kik si è verificato in sole tre settimane, infatti l'applicazione è stata lanciata il 21 ottobre e già dopo il primo milione, gli sviluppatori, increduli avevano festeggiato con champagne e pianificato l'aggiunta di altri server per il loro data center.
L'applicazione permette di migliorare il sistema degli SMS, che il fondatore della società giudica costoso e poco affidabile. Il sistema è un po,' come quello del Blackberry Messenger ma può funzionare su tutti i telefoni, Android, iphone e Blackberry. In ogni caso ora l'applicazione è stata tolta dal Blackberry market, risulta ancora il link su Google ma dà poi errore.
L'applicazione, una volta istallata individua chi fra gli amici ha istallato Klik ed è quindi possibile iniziare a chattare con loro immediatamente. Inoltre consente di vedere i messaggi immediatamente, anche quando la persona con cui si sta chattando sta scrivendo e consente di sapere quando hanno effettivamente letto il loro messaggio .
Fra i progetti della società vi è quello di poter far condividere in modo istantaneo sui cellulari anche le foto. Anzi il loro progetto è anche più vasto, in quanto essi vorrebbero creare una rete sociale che dal telefono poi può essere trasferita su computer o consolle dei giochi. Dice Livingston che mentre Facebook e gli altri social network famosi hanno costruito la loro rete sociale sul computer e la estendono ai dispositivi mobili, essi vogliono fare esattamente il contrario, costruire una rete sociale sui cellulari ed estenderla ai computer.
Ci sono però anche persone che hanno trovato l'applicazione pericolosa per la privacy, sia nella digitazione della password, sia nella formazione della lista dei contatti, che viene effettuata dalla stessa applicazione, senza intervento dell'utente e quindi ci potrebbero essere persone che non si vogliono nella lista, inoltre ci sarebbero dati che trapelano e soprattutto queste persone hanno provato a cancellarsi senza riuscirci, cosa ancora più fastidiosa.
Questo per fornire tutte le informazioni possibili a chi pensa di provarla, anche se ci sembra molto strano che Apple lascerebbe nel suo store, un'applicazione così pericolosa per la privacy degli utenti.
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domenica 14 novembre 2010
martedì 5 ottobre 2010
Le app di iphone ed ipad mettono a rischio i dati utente
Secondo una ricerca condotta dalla Bucknell University, e pubblicata in un documento intitolato “Applicazioni iphone e problemi di privacy” i dati relativi agli utenti possono essere raccolti da alcune applicazioni ed inviate al server e spesso i dati sono correlati alle vere identità nel mondo reale. Ad esempio analizzando 57 applicazioni nell'Apple Store, fra cui Amazon ed anche alcune delle news, tipo CBC news, i ricercatori hanno osservato che veniva inviato al server oltre al Unique Device Identifier, ossia il codice identificativo dell'iphone,anche il nome, spesso quello personale presente nel telefono.
Giustamente non si capisce perchè ad esempio lo sviluppatore di un gioco dovrebbe conoscere l'indirizzo di casa del suo cliente e soprattutto non si sa con chi, poi ,condivida queste informazioni. Inoltre grazie a cookie traccianti molto longevi è possibile registrare dati sulla navigazione utente anche per vent'anni. Quindi l'Apple dovrebbe preoccuparsi o almeno avvertire i clienti, del fatto che grazie a queste app è possibile ricavare dei dati che potrebbero essere venduti a inserzionisti, a coniugi che intendono divorziare, ad avvocati, esattori, o spie industriali, dicono i ricercatori.
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domenica 5 settembre 2010
Google dovrà pagare 8,5 milioni per Google Buzz
Il lancio di Google Buzz ha provocato problemi riguardo alla privacy, a Google, che è stato condannato a pagare 8,5 milione di dollari nella class action mossa contro di lui, perchè i contatti degli utenti Gmail erano andati automaticamente a finire nei profili di Google Buzz a febbraio.
Ci sarebbero stati vari problemi, per gli utilizzatori di Gmail ad esempio alcuni giornalisti avevano avute rese note alcune notizie confidenziali, rilasciate loro da informatori e una donna aveva scoperto che il suo ex-marito seguiva il suo account. Poi successivamente Google ha corretto il problema e spiegato meglio agli utenti su come impostare la privacy ma questo non gli ha evitato la causa, i cui proventi, tolte le spese legali, andranno ad associazioni che si occupano della difesa della privacy. Google, inoltre, deve vigilare che ci sia corretta informazione sulla privacy su Buzz e deve avvertire gli utenti Gmail che si è raggiunto tale accordo.
Comunque il principale problema di Buzz è la concorrenza dei social network anche se Google non ha mai rivelato quante persone stanno usando Buzz, speriamo comunque, poiché è un ottimo servizio, che Google gli dia un po' di tempo e non lo cancelli dopo un anno come Wave.
Ci sarebbero stati vari problemi, per gli utilizzatori di Gmail ad esempio alcuni giornalisti avevano avute rese note alcune notizie confidenziali, rilasciate loro da informatori e una donna aveva scoperto che il suo ex-marito seguiva il suo account. Poi successivamente Google ha corretto il problema e spiegato meglio agli utenti su come impostare la privacy ma questo non gli ha evitato la causa, i cui proventi, tolte le spese legali, andranno ad associazioni che si occupano della difesa della privacy. Google, inoltre, deve vigilare che ci sia corretta informazione sulla privacy su Buzz e deve avvertire gli utenti Gmail che si è raggiunto tale accordo.
Comunque il principale problema di Buzz è la concorrenza dei social network anche se Google non ha mai rivelato quante persone stanno usando Buzz, speriamo comunque, poiché è un ottimo servizio, che Google gli dia un po' di tempo e non lo cancelli dopo un anno come Wave.
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venerdì 20 agosto 2010
Google maps contro Places di Facebook?
Abbiamo parlato di come in una conferenza a Palo Alto, Mark Zuckerberg, abbia presentato “Places” il nuovo sistema di geolocalizzazione di Facebook e stranamente, proprio lo stesso giorno in un articolo di Google mobile blog avverte che oltre 100 milioni di persone stanno attualmente usando Google maps su telefonino per andare da un posto A ad un posto B.
Nel blog poi, si continua dicendo che Google maps è variato molto in cinque anni, offrendo attualmente un sistema pieno di funzionalità. Ad esempio con "My location" si può trovare sulla mappa dove ci si trova, con o senza GPL, mentre con "Latitude" si possono aggiungere gli amici alla mappa mentre "Navigate" offre un sistema di navigazione connesso ad internet free, con guida vocale ed immagini di Street view.
Ora poi Places Page consente di conoscere recensioni di posti vicini con orari d'apertura ed informazioni ed è molto più facile trovare questi luoghi, usando la guida vocale oppure l'icona Places posta su Android.
Come si può notare, Google Maps ha offerto per cinque anni qualcosa di molto simile a quello che vuol fare Facebook con la sua applicazione “Places” che oltre a suscitare problemi riguardanti la privacy rischia di schiacciare piccoli servizi come Foursquare (che però a leggere i media, pare che dalla lotta con Facebook abbiano guadagnato iscritti perchè la gente vuole scoprire quale servizio sia migliore). Questo perchè Facebook vuol dimostrare che anche la ricerca si può attuare da dentro la chiusa piattaforma sociale, facendo praticamente guerra a Google, anche sul suo campo preferenziale.
Ormai i social media media sono un mezzo importante per navigare attraverso Internet, cosa che invece prima gestiva solo Google. Ovviamente ci vorrà tempo prima che “Places” di Facebook si possa creare un data-base significativo ma con 500 milioni di utenti ed imprese che hanno tutto l'interesse a sponsorizzare luoghi dove possono contare così tanti clienti, non sarà tanto difficile.
Nel blog poi, si continua dicendo che Google maps è variato molto in cinque anni, offrendo attualmente un sistema pieno di funzionalità. Ad esempio con "My location" si può trovare sulla mappa dove ci si trova, con o senza GPL, mentre con "Latitude" si possono aggiungere gli amici alla mappa mentre "Navigate" offre un sistema di navigazione connesso ad internet free, con guida vocale ed immagini di Street view.
Ora poi Places Page consente di conoscere recensioni di posti vicini con orari d'apertura ed informazioni ed è molto più facile trovare questi luoghi, usando la guida vocale oppure l'icona Places posta su Android.
Come si può notare, Google Maps ha offerto per cinque anni qualcosa di molto simile a quello che vuol fare Facebook con la sua applicazione “Places” che oltre a suscitare problemi riguardanti la privacy rischia di schiacciare piccoli servizi come Foursquare (che però a leggere i media, pare che dalla lotta con Facebook abbiano guadagnato iscritti perchè la gente vuole scoprire quale servizio sia migliore). Questo perchè Facebook vuol dimostrare che anche la ricerca si può attuare da dentro la chiusa piattaforma sociale, facendo praticamente guerra a Google, anche sul suo campo preferenziale.
Ormai i social media media sono un mezzo importante per navigare attraverso Internet, cosa che invece prima gestiva solo Google. Ovviamente ci vorrà tempo prima che “Places” di Facebook si possa creare un data-base significativo ma con 500 milioni di utenti ed imprese che hanno tutto l'interesse a sponsorizzare luoghi dove possono contare così tanti clienti, non sarà tanto difficile.
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giovedì 19 agosto 2010
Facebook annuncia la geo-localizzazione “Places”
Durante una conferenza, a Palo Alto,riservata alla stampa, il fondatore di Facebook e CEO Mark Zuckerberg ha presentato “Places” che consente agli utenti di conoscere la posizione l'uno dell'altro e scoprire cosa c'è intorno a loro. Ovviamente è impostato anche un sistema che permetta di conservare la privacy e quindi faccia sapere dove si è solo agli amici e si può includere anche chi sta con sé, con la tag, basta che siano tutti amici di Facebook. Ci saranno poi pagine Places sul cellulare e sul web ed anche news feed per le pagine Places.
Per iniziare è necessaria l'ultima versione di Facebook per iphone, oppure si può cliccare su touch.facebook.com.
Durante la conferenza, c'erano partner fra cui Yelp che produrranno API per places.Non si sa ancora quando l'applicazione verrà estesa ai telefoni Android e Blackberry.
Indubbiamente il prodotto interesserà molto anche le imprese perchè potranno ad esempio inviare messaggi personalizzati a gente nelle vicinanze della loro attività, un sistema sicuramente migliore delle promozioni telefoniche o delle televendite.
Già nelle scorse settimane già si è molto parlato, comunque dell'applicazione, soprattutto temendo che possa rappresentare un rischio per la privacy e quindi è possibile, ora che si è tenuta la conferenza di presentazione, che l'Electronic Frountier Foundation esprima le sue perplessità.
Per iniziare è necessaria l'ultima versione di Facebook per iphone, oppure si può cliccare su touch.facebook.com.
Durante la conferenza, c'erano partner fra cui Yelp che produrranno API per places.Non si sa ancora quando l'applicazione verrà estesa ai telefoni Android e Blackberry.
Indubbiamente il prodotto interesserà molto anche le imprese perchè potranno ad esempio inviare messaggi personalizzati a gente nelle vicinanze della loro attività, un sistema sicuramente migliore delle promozioni telefoniche o delle televendite.
Già nelle scorse settimane già si è molto parlato, comunque dell'applicazione, soprattutto temendo che possa rappresentare un rischio per la privacy e quindi è possibile, ora che si è tenuta la conferenza di presentazione, che l'Electronic Frountier Foundation esprima le sue perplessità.
martedì 17 agosto 2010
Anche i siti Disney spiano i bambini
In base ad una querela, presentata presso la corte distrettuale, della California alcuni siti web, tra cui quelli di proprietà di Disney, Warner Bros, Records e Demand Media avrebbero infranto la legge, spiando i loro utenti, compresi i bambini.
In base alla querela presentata martedi da alcuni genitori in nome dei loro minori,sarebbe al centro degli illeciti la società Clearspring Technologies, una società di software che crea widget e offre un modo di pubblicare gli annunci via widget.
Sempre secondo i querelanti i siti web tra cui Disney, sono affiliati ai cookie flash di Clearspring che tramite dispositivi di tracciamento on line, potevano avere accesso e poi divulgare le attività on line degli utenti di internet. Inoltre, gli utenti anche se si volevano liberare da questi cookies zombies, non potevano.
Una simile accusa era stata presentata, circa un mese fa contro una società simile la Clearspring Quantcast, ed anche contro i clienti di tale società, fra cui ABC e NBC.
Comunque, il discorso della privacy e della sua, sempre maggiore violazione infuria sui media, ad esempio il Wall Street Journal ha pubblicato una statistica che rivela come le imprese a più rapida crescita siano quelle che attuano spionaggio degli utenti. Inoltre anche Google e Facebook sono state, spesso, accusate di violazione della privacy.
In ogni caso, già un anno fa, era stato dichiarato da esperti che oltre la metà dei siti web, utilizzava la tecnologia Flash di Adobe per raccogliere informazioni sui loro utenti, a loro insaputa.
In base alla querela presentata martedi da alcuni genitori in nome dei loro minori,sarebbe al centro degli illeciti la società Clearspring Technologies, una società di software che crea widget e offre un modo di pubblicare gli annunci via widget.
Sempre secondo i querelanti i siti web tra cui Disney, sono affiliati ai cookie flash di Clearspring che tramite dispositivi di tracciamento on line, potevano avere accesso e poi divulgare le attività on line degli utenti di internet. Inoltre, gli utenti anche se si volevano liberare da questi cookies zombies, non potevano.
Una simile accusa era stata presentata, circa un mese fa contro una società simile la Clearspring Quantcast, ed anche contro i clienti di tale società, fra cui ABC e NBC.
Comunque, il discorso della privacy e della sua, sempre maggiore violazione infuria sui media, ad esempio il Wall Street Journal ha pubblicato una statistica che rivela come le imprese a più rapida crescita siano quelle che attuano spionaggio degli utenti. Inoltre anche Google e Facebook sono state, spesso, accusate di violazione della privacy.
In ogni caso, già un anno fa, era stato dichiarato da esperti che oltre la metà dei siti web, utilizzava la tecnologia Flash di Adobe per raccogliere informazioni sui loro utenti, a loro insaputa.
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sabato 10 luglio 2010
Le auto di Google Street View di nuovo al lavoro
Come annunciato in un blog venerdi, le auto di Google torneranno in strada dopo essere state tolte per la famosa vicenda della raccolta non autorizzata dei dati Wifi.
Le auto cominceranno a raccogliere dati in Irlanda, Sud Africa, Norvegia e Svezia la prossima settimana, non appena Google avrà ottenuto tutte le autorizzazioni dai governi locali, ma l'attrezzatura sia hardware che software che permetteva la raccolta dei dati Wifi è stata completamente asportata. Anche se come riporta Punto Informatico, non ci sono buone notizie per Google, in Australia, in quanto in base all'indagine condotta dal commissario per la privacy Karen Curtis, l'azienda statunitense avrebbe violato la normativa nazionale sulla privacy.
Le auto però continueranno a raccogliere foto ed immagini in 3D. Inoltre le foto vengono anche adottate da Navteq e TeleAtlas, per le mappe Bing ed inoltre raccolgono immagini in 3D con laser a bassa potenza che li aiutano a migliorare le loro mappe.
Nel blog è inoltre chiaramente indicato, che i responsabili di Google Street View sono consci di aver commesso degli errori ma il servizio può essere ancora molto utile per gli utenti ed anche per questo ci tengono a fornire informazioni e mappe sempre aggiornate.
Le auto cominceranno a raccogliere dati in Irlanda, Sud Africa, Norvegia e Svezia la prossima settimana, non appena Google avrà ottenuto tutte le autorizzazioni dai governi locali, ma l'attrezzatura sia hardware che software che permetteva la raccolta dei dati Wifi è stata completamente asportata. Anche se come riporta Punto Informatico, non ci sono buone notizie per Google, in Australia, in quanto in base all'indagine condotta dal commissario per la privacy Karen Curtis, l'azienda statunitense avrebbe violato la normativa nazionale sulla privacy.
Le auto però continueranno a raccogliere foto ed immagini in 3D. Inoltre le foto vengono anche adottate da Navteq e TeleAtlas, per le mappe Bing ed inoltre raccolgono immagini in 3D con laser a bassa potenza che li aiutano a migliorare le loro mappe.
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